di Rossella Di Palma (DVM) Scuola Specializzazione in Sanità Animale, Allevamento e Produzioni Zootecniche

Anni fa un amico mi disse che gli ricordavo parecchio Bones, l’antropologa forense il cui vero nome è Temperance Brennan (o Kathy Reichs, se volete riferirvi a quella vera).

Pur avendo diverse cose in comune con Temperance, non ho mai avuto la sua stessa passione per l’osteologia: d’accordo capire come sono fatte le cose, ma io preferisco capire come funzionano, e cerco di farlo capire anche ai miei clienti.

Di recente mi sono state poste alcune domande sulla BARF (e sulle ossa) e, come mi era già ben chiaro, si parla tanto di BARF, la BARF è molto trendy, ma i proprietari hanno molta confusione in testa. L’acronimo BARF può significare sia Bones and Raw Foods che Biologically Appropriate Raw Food, due cose non proprio uguali. Se prendiamo per buona la definizione classica, e cioè la prima, nella dieta BARF ci vanno le ossa.

L’immagine mentale che i proprietari hanno di un cane che fa BARF è quella di un cucciolo di yorkshire con un femore di brontosauro in bocca: qualcuno si azzarda a fornirglielo, altri invece hanno “paura” delle ossa. Chi ha ragione? Sono entrambi fuori strada.

Le ossa di brontosauro (ovvero le ossa “grandi”) nella BARF hanno un ruolo marginale, si chiamano “ossa ricreative”, le ossa usate a fini nutrizionali si chiamano OP, ovvero Ossa Polpose. Cosa sono le Ossa Polpose? Sono ossa morbide e cartilagini (generalmente provenienti da animali giovani) ricoperte da tessuti morbidi (grasso, muscolo, tendini, legamenti). Le Ossa Polpose costituiscono dal 30% al 45% della razione e possono essere somministrate intere (insegnando al cane a masticarle), o tritate.

ATTENZIONE: le ossa polpose, ma anche quelle ricreative, devono sempre essere somministrate CRUDE. Le ossa COTTE si scheggiano molto facilmente e possono danneggiare seriamente l’apparato gastroenterico. Quelle crude invece non possono scheggiarsi? Il rischio è minore, ma non esiste un rischio zero: quando si decide di somministrare ossa al cane, si accetta di correre dei rischi. Attraverso una BARF ragionata, tuttavia, è possibile ridurre questi rischi.

Tanto per cominciare bisogna insegnare al cane a masticare le Ossa Polpose, se non ci riesce e seguita a cercare di ingurgitarle tutte intere è meglio cambiare dieta.  Poi, ancora più importante, occorre ricordare che esiste una scala di difficoltà nella gestione delle Ossa Polpose. Le Ossa Polpose più “facili” sono quelle da animali giovani e leggeri in quanto molto più deboli e facili da frantumare.  In scala di difficoltà, per esempio, i colli di pollo sono considerati le Ossa Polpose più facili, altre parti di pollo, invece, sono ben più in alto nella scala di difficoltà, scala che si può iniziare a scalare sotto la guida di un medico veterinario che si occupa di nutrizione e di BARF.

Non vanno in ogni caso mai date: 1) singole costine (il cane può strozzarsi); ossa portanti di animali pesanti (es. stinchi, gambe di quadrupedi, nonché il famigerato “osso di prosciutto”), sono molto rigide e possono scheggiarsi causando stipsi e/o perforazioni; ossa di tacchino (tranne i colli); ossa senza polpa attaccata e ossa cotte.

Nota sulle ossa ricreative: le ossa ricreative sono ossa crude ricoperte di carne, possono essere ossa “grandi”, come stinchi e ginocchia, ma devono essere solo “spolpate” sotto la supervisione del proprietario e poi rimosse.


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